B&B Ragusa - Bed and Breakfast Terrazza dei sogni - Modica

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Modica

Modica, contorta e sensuale, così come gli altri centri urbani presenti nella Val di Noto, è stata dichiarata patrimonio dell’UNESCO per le numerose opere d’arte che decorano la città. Nonostante le distruzioni rimane ancora molto delle epoche precedenti, quando Modica era il più potente feudo delle baronie siciliane.
Le origini del nome di Modica si sono perse nel tempo, e oggi sono molteplici le ipotesi: dalla derivazione greca a quella fenicia, con diversità di eccezioni. Conta notare come Modica si sia sempre distinta come uno dei centri, oltre che più popolosi, anche tra i più vivaci dal punto di vista culturale, grazie alle corporazioni religiose che qui si sono stabilite nei secoli, fondando scuole e centri di sapere. Risulta infatti che da un computo effettuato in base alle rovine e ai documenti storici, fino al XVII secolo, Modica contava circa cento chiese.
Come Ragusa, anch’essa è suddivisa in due poli: Modica Alta, le cui costruzioni quasi scalano la montagna e Modica Bassa, divisa da Corso Umberto, strada principale della città. L’aspetto architettonico è prevalentemente tardo-barocco, quasi interamente risalente al dopo-terremoto del 1693 che colpì l’intera Val di Noto.
 

WHAT TO SEE IN MODICA

 
Chiesa di San Giorgio: la chiesa è senz’altro l’opera monumentale più riconosciuta di Modica. Le origini sono oscure. Alcune fonti dicono che la struttura risale all’alto medioevo, distrutta ripetutamente prima dagli arabi e dai successivi terremoti del 1613 e 1693. La ricostruzione attuale, finita nel 1738, fu affidata all’architetto siracusano Rosario Gagliardi, lo stesso progettista del San Giorgio di Ragusa Ibla.
La solenne facciata, scandita nella parte centrale da più ordini di colonne, tende con una spinta ascensionale verso il culmine della torre campanaria, che svetta dal corpo centrale e conferisce un vigoroso accento curvilineo all’intero impianto. L’interno, composto da cinque navate, contempla ben ventidue colonne dai capitelli corinzi. La struttura è ricca di ornamenti artistici, stucchi e dipinti preziosi. La "meridiana pavimentale" e il "tesoro" della chiesa sono particolarmente degni di nota. Quest'ultimo include, tra gli altri notabili pezzi, la "Santa Arca", un'opera d'arte rivestita in argento, che contiene le reliquie del Santo.
A renderla ancor più suggestiva e slanciata è la lunga scalinata di 250 gradini costruita nel 1818, la quale si inerpica fino alla  chiesa con quattro rampe che formano un calice.

Duomo San Pietro: a differenza di San Giorgio esso sorge nel cuore di Modica Bassa, accanto al Castello dei Conti di Modica, inerpicato su una rupe, dominato dalla Torre dell’Orologio.
La chiesa è introdotta da un elegante scalinata, abbellita da statue dei dodici apostoli ai lati, chiamati dal popolo i “Santoni”. Anch’esso segnato da un’ elaborata facciata, presenta caratteri secenteschi nel disegno dei portali, nei motivi decorativi delle colonne e delle trabeazioni; il secondo ordine, invece, va riferito sicuramente alla seconda metà del Settecento, dove gli elementi stilistici delle finestre ci indirizzano verso un gusto rococò.
L’ interno, a tre navate, è supportato da quattordici colonne con capitelli corinzi ed è decoratissimo. Il pavimento del 1864 è un misto di marmo bianco, marmi policromi e pece nera ragusana. La volta è ricca di affreschi, che raffigurano scenari dell’Antico e del Nuovo Testamento.

Chiesa Santa Maria del Gesù: non si può non annoverare la trecentesca chiesa di S. Maria del Gesù, con un bellissimo chiostro e un convento, appartenente un tempo ai frati minori francescani. Il chiostro è un vero e proprio unicum in Italia Meridionale, con esempi riscontrabili in Catalogna (la costruzione dell’edificio fu infatti voluta dalla contessa spagnola Giovanna Ximenes de Cabrera). Il  chiostro presenta colonne decorate in modo diverso l’una dall’altra, che si contraddistinguono per la loro varietà.

Palazzo Polara: situato di fianco alla chiesa di San Giorgio, è facile osservare il gioco di richiami che sussiste tra le due facciate, poiché anche il palazzo come la chiesa è in stile barocco ed è introdotto da un elegante scalinata. E’ spesso luogo di mostre ed esibizioni, oltre ad accogliere una permanente galleria d’arte con opere del Seicento e del Settecento.

Palazzo Napolino: la costruzione è uno degli edifici barocchi più belli di Modica, risalente alla seconda metà del XVIII secolo.  La facciata comprende un bel portale d'ingresso, le cui colonne ai lati lasciano scendere degli eleganti tendaggi, scolpiti nella pietra ed emergenti dalla bocca di due leoni. Il portale è sovrastato da un elegante balconata panciuta in ferro battuto e presenta dei classici mascheroni baroccheggianti.

Castello dei Conti di Modica: vecchissimo fortino e sede carceraria, sito su una rupe a forma di becco d’aquila. Si tratta chiaramente di un edificio strettamente connesso alla storia politica modicana e oggi sono visibili le carceri, l’esterna torre di guardia e persino un cunicolo recentemente scoperto e reso accessibile al pubblico: si tratta di un vecchio passaggio per la ronda militare.
Pertinente all’area del Castello è la Torretta dell’Orologio, risalente al 1725 e azionato ogni 24 ore circa. E’ infatti un congegno esclusivamente meccanico e i suoi ingranaggi funzionano tuttora alla perfezione. Non a caso si tratta di uno dei monumenti più apprezzati e fotografati di Modica.
 
Curiosità, Cioccolato Modicano: alcune fonti riportano che, durante la dominazione degli spagnoli in Sicilia nel XVI secolo, tale lavorazione fu introdotta nella Contea di Modica, a quel tempo il più importante stato feudale del sud Italia, dotato di autonomia amministrativa. Gli spagnoli, a loro volta, l'avrebbero mutuata dagli Aztechi. Attualmente esistono tracce di questo tipo di lavorazione in Spagna ("el chocolate a la piedra"), oltre che nelle comunità indigene di Messico e Guatemala. Storicamente si è tramandato come un dolce tipico delle famiglie nobili che durante le feste e le occasioni importanti lo preparavano in casa. In questo modo si è tramandato fino ai giorni nostri e solo successivamente è diventato un prodotto dolciario di fama internazionale.